Ven. Geshe Champa Ghiatso

GESHE01Nato nel Dham, a nord della parte centrale del Tibet, nei primi mesi del 1932, sebbene il suo passaporto rechi la data di nascita del 15 dicembre 1931. Primo di sette fratelli di una famiglia nomade tibetana, fu chiamato Pelghie. Da piccolo si ammalava spesso, tanto da rischiare talvolta la vita, ma la sua salute migliorò notevolmente all’età di quattro anni. In quell’anno un lama Nyingma predisse che il bambino avrebbe lasciato la casa all’età di tredici anni per diventare monaco e che non avrebbe mai avuto problemi di sostentamento.

A sette anni ricevette i voti intermedi di rinuncia dal famoso Purciog Jamgon Rinpoce, del monastero di Sera Je. Rinpoce, noto come manifestazione del futuro buddha Maitreya, diede al ragazzo il nome di Ciampa Ghiatso, che significa Oceano d’Amore. All’età di tredici anni egli lasciò la famiglia per andare a studiare nel monastero di Sera Je nei dintorni di Lhasa, proprio come era stato predetto nove anni prima. La sua vita nei successivi tre anni fu molto impegnativa. All’inizio impiegava il suo tempo soprattutto nel memorizzare testi e nei lavori domestici del monastero, anche se qualche volta usciva di nascosto per una passeggiata a Lhasa o al lago vicino. Tutti i giorni si svegliava alle quattro del mattino, puliva la stanza e faceva le offerte sull’altare prima di accendere il fuoco per il tè.

A sedici anni Ciampa Ghiatso cominciò gli studi accademici di filosofia buddhista con un testo chiamato Raccolta di soggetti, memorizzandone le pagine mentre faceva i lavori di casa. Partecipava alle varie assemblee di monaci nella sala principale e cominciava a imparare e praticare l’arte del dibattito, che è usata come mezzo per studiare e realizzare il significato dei testi filosofici. Fu a Sera che Ciampa Ghiatso incontrò Thubten Yesce, che più tardi sarebbe divenuto uno dei suoi più cari amici e il lama ispiratore della Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana (FPMT).

GESHE02Ciampa Ghiatso e Thubten Yesce, appassionati del dibattito, formarono dei gruppi insieme ai loro amici per praticare questa arte filosofica. Quando non erano alle lezioni o in dibattito, Ciampa Ghiatso e un altro amico si nascondevano in camera di Thubten Yesce e tutti e tre, con la porta chiusa, leggevano i cantici e le biografie dei grandi meditatori.

In quel periodo Ciampa Ghiatso ricevette l’ordinazione di monaco novizio dal grande maestro Tag Rig Dorje Ciang, studiò i voti e ricevette insegnamenti di lam-rim dal tutore del Dalai Lama. Per i successivi sei anni studiò i sutra della Perfezione della Saggezza e continuò a ricevere insegnamenti di lam-rim. Incoraggiato dal suo guru Ghesce Tasci Bum, all’età di ventidue anni ricevette l’ordinazione completa.

La vita di Ciampa Ghiatso cambiò bruscamente nel 1959, quando l’occupazione cinese costrinse lui e migliaia di altri tibetani ad abbandonare la propria terra natia. Il 27 marzo 1959, lasciandosi alle spalle i suoi preziosi testi, le sadhane e ogni avere, su consiglio del suo guru si unì a un gruppo di trentacinque persone, insieme a Thubten Yesce, per fuggire attraverso il Bhutan e raggiungere, alla fine, l’India. Il viaggio fu duro e quando Ciampa Ghiatso arrivò a Buxa, in India, era molto malato. Fu immediatamente accolto nell’ospedale locale, dove rimase per cinque mesi per poi passare in un ospedale più grande nel Rajastan, dove rimase circa un anno e mezzo.

Nel 1961, dopo circa due anni di ospedale, Ciampa Ghiatso ritornò per sei anni ai suoi studi e ai suoi dibattiti, stavolta nell’insediamento monastico di Buxa. Nel 1967, con altri cinquanta monaci, entrò nel Programma di Studi Buddhisti appena istituito nell’università sanscrita di Varanasi, dove nel 1970 ottenne il titolo di aciarya. Quindi, su richiesta del dipartimento per gli affari religiosi del governo tibetano, egli continuò i suoi studi al collegio tantrico Ghiu Me. L’anno successivo, dopo aver sostenuto esami approfonditi nei tre monasteri di
Sera, Ganden e Drepung e dopo aver sostenuto il dibattito a Dharamsala, durante il festival di preghiera annuale del 1972, egli divenne un ghesce lharampa, il più alto titolo di studio conferibile.

Ghesce Ciampa Ghiatso passò gli anni successivi aiutando a dissodare la terra, donata dal governo indiano al collegio tantrico Ghiu Me, finchè il dipartimento per gli affari religiosi non gli chiese di prendere parte a un nuovo programma di ricerca all’Istituto Tibetano Superiore di Varanasi. Con l’aiuto degli altri studiosi, Ghesce Ciampa Ghiatso scelse di analizzare e comparare le varie interpretazioni degli aspetti dei tre conoscitori (un soggetto dei sutra Prajnaparamita) dal punto di vista delle differenti scuole filosofiche. La sua ricerca a Varanasi si concluse nel 1976 con una tesi finale di 480 pagine.
Ven. Geshe Champa Ghiatso

GESHE03Dopodichè tornò immediatamente al Ghiu Me, dove ricevette una lettera di invito dal suo vecchio amico Lama Thubten Yesce. Per diversi anni Lama Yesce aveva insegnato il buddhismo a un numero sempre più crescente di occidentali e ora sollecitava l’aiuto di Ghesce Ciampa Ghiatso, chiedendogli di andare a insegnare in Occidente. Ghesce Ciampa Ghiatso acconsentì. Nel 1980, dopo quattro anni di ritardi e cambiamenti di destinazione, egli partì per l’Italia, dove da allora è stato il principale maestro residente e la guida spirituale dell’Istituto Lama Tzong Khapa, uno dei più grandi centri FPMT nel mondo.

Ghesce-la, come era affettuosamente conosciuto da tutti, ha insegnato agli occidentali per oltre venticinque anni, inizialmente presso il monastero di Kopan in Nepal e poi all’ILTK, dove ha risieduto dal 1980 al 2007 anno in cui ha lasciato il corpo.

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